Un Catania bello…e maledettamente ingenuo!
Autore Emanuele Urzì 24 September 2006 in L'editoriale.
Il terribile ciclo di partite che il calendario ha riservato al Catania nel giro di 8 giorni ci restituisce una squadra in salute, dotata di carattere e di un apprezzabile gioco, ma in certi frangenti troppo narcisa e maledettamente ingenua. Arriviamo a questa conclusione dopo aver assistito ad un altro bel derby vissuto con la giusta tensione agonistica, ricco di gol e di episodi che hanno costretto i due tecnici a modificare in corsa gli assetti tattici previsti e allestiti in poco meno di 72 ore.
Inutile ricordare come sia stato il Catania a fare la partita nel bene e nel male, come del resto era già capitato con Atalanta e Palermo; e si ha la piacevole sensazione che questo sarà lo spirito e la mentalità dell’11 rossoazzurro anche quando di fronte si avranno le formazioni più blasonate e imbottite di campioni di riconosciuta fama internazionale. Però…c’è sempre un però! La Serie A non ti permette quei cali di concentrazione che magari il Catania bello e spumeggiante poteva avere con Cremonese e Catanzaro l’anno scorso, perché alla minima distrazione vieni inesorabilmente punito. Come del resto è accaduto anche col Messina. Non bisogna trascurare il fatto che certi peccatucci siano emersi in occasione di due derby sentiti e animosi: come sappiamo i derby sono sempre partite che bisogna astrarre dal contesto di un campionato, della classifica e dei punti. Fatto sta, però, che bisogna analizzarli e rifletterci sopra.
A cominciare dal primo che ha permesso al Messina di chiudere immeritatamente in vantaggio un primo tempo che la squadra di Marino aveva dominato, senza però riuscire a concretizzare la mole di gioco prodotta, con Biso e Baiocco sugli scudi. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Sottil provava a liberare ma trovava di fronte a sé Zanchi; il successivo rimpallo diventava un assist involontario per Floccari che, fortunosamente in linea con l’ultimo difensore (nella circostanza Biso), infilava un Pantanelli un po’ incerto nell’uscita. Buona dose di fortuna, dunque, per i giallorossi ma anche piccola distrazione etnea pagata a caro prezzo.
Nella seconda frazione di gioco in 6 minuti succedeva veramente di tutto.
Al 13’ il Catania trovava il gol del pareggio con un’incornata di Mascara, alla sua 29esima rete in maglia rossoazzurra, perfettamente servito da Caserta; il calatino, però, nell’euforia dell’esultanza si dimenticava di essere stato già ammonito nel primo tempo per simulazione e si toglieva la maglietta, andando incontro così al secondo giallo e ad un’assurda espulsione: i grandi saggi della Fifa che hanno inventato questa regola saranno contenti!
Nonostante l’inferiorità numerica gli etnei avevano la forza di passare 3 minuti dopo in vantaggio con una micidiale stilettata di Spinesi su calcio di punizione, che faceva esplodere il Massimino. Anche Gionata si toglieva la maglietta, ma diciamo che lui “poteva permetterselo”.
Neanche il tempo di rifiatare e di riorganizzarsi dopo quest’abbuffata, che alla seconda distrazione della serata il Messina passava nuovamente: su un traversone di Parisi la difesa si faceva trovare decisamente spiazzata, se è vero che, sul vincente inserimento di Cordova, avrebbe dovuto chiudere la diagonale addirittura “Re Giorgio” Corona.
A questo punto il festival del gol terminava ma c’era il tempo ancora di vedere un’altra espulsione, quella di Iuliano, che costringeva Giordano a rinunciare ad una punta, Riganò per far posto a Zoro.
Un’espulsione che, paradossalmente, metteva in crisi proprio Marino, il quale pochi minuti prima aveva deciso di passare al 4-4-1 con l’inserimento di Sardo al posto di Spinesi: il tecnico di Marsala, palesemente disorientato dall’episodio, aveva il coraggio di mandare in campo Millesi (al suo esordio in A) e Del Core solo al 40’, quando ormai il risultato era cristallizzato sul 2-2 col Messina arroccato tutto dietro.
Adesso, il Catania è atteso da un terribile trittico di partite con la doppia trasferta di Firenze e Milano, e il match interno con la Lazio tra un mese esatto; la classifica non piange, quindi non è azzardato pensare di andare a giocare contro queste squadre a viso aperto, evitando se possibile le ingenuità già menzionate. Quantomeno per uscire a testa alta a fine partita, come è stato fatto finora. Con orgoglio.




