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Peccato

derby

Peccato. La sconfitta di ieri a Palermo è arrivata soltanto nei minuti finali, grazie al preciso calcio di punizione di Miccoli, uomo che col suo ingresso in cambio ha dato la scossa alla squadra rosanero. Già, perchè fino a quel momento i tifosi presenti allo stadio e quelli a casa, avevano assistito ad una partita sostanzialmente equilibrata: il pareggio sembrava essere il risultato più giusto.

Ad inizio gara, il tecnico del Catania Walter Zenga aveva sorpreso un pò tutti, cambiando modulo, rafforzando il centrocampo con l’innesto di Biagianti e lasciando Mascara in panchina. Scelta che aveva sortito i suoi frutti, visto che il Catania è riuscito a contenere la manovra del Palermo per tutto il primo tempo, bloccando sul nascere le poche iniziative di Amauri e compagni. E nonostante il modulo così difensivo, il Catania riusciva a farsi pericoloso per ben 2 volte, in particolar modo con Spinesi che da pochi passi non è riuscito a battere Agliardi. Nella ripresa, ancora Spinesi sfiora il gol con un colpo di testa ravvicinato su cui Agliardi compie un mezzo miracolo. Ma come avevamo detto all’inizio, il Palermo cambia volto con l’ingresso in campo di Miccoli. La squadra di Colantuono si fa più volte pericolosa dalle parti di Polito. Zenga corre ai ripari, mandando in campo Mascara, Martinez e Baiocco. Ma i cambi non sortiscono alcun effetto. A 7 minuti dalla fine, il già citato gol di Miccoli, aiutato anche dalla generosa apertura della barriera rossazzurra, che fa filtrare il pallone.

Il derby di ritorno va al Palermo, dopo che il Catania aveva vinto quello d’andata. Ora è tempo di rimediare subito a questa sconfitta, pensando già alla Lazio che sarà di scena al Massimino domenica prossima. Di mezzo, mercoledì pomeriggio a Roma, l’andata di Coppa Italia contro i giallorossi di Spalletti.



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