Pareggio in riva allo stretto
Autore Alè Catania 12 February 2007 in L'editoriale. 
Ricominciare dopo quello che è accaduto la settimana scorsa, non sarà stato certamente facile anche per i giocatori rossazzurri, sconvolti come noi tifosi per la morte di Filippo Raciti e chiusi nel silenzio stampa di un’intera settimana. E dopo quello contro il Palermo si ritorna a giocare un derby, contro il Messina allenato dal nuovo tecnico Cavasin. Un derby anomalo, senza pubblico sugli spalti del San Filippo, in seguito alla decisione del Governo di giocare a porte chiuse laddove non si fosse registrata la presenza di adeguate misure di sicurezza. Anche se, a dire la verità , lo stadio messinese, da più voci, era stato indicato a norma.
Inizio con ritardo.
La gara tra Catania e Messina è iniziata con un’ora di ritardo a causa di un nubifragio abbattutosi sulla città dello stretto. L’arbitro Paparesta, sceso in campo con i due capitani, ha deciso di aspettare un miglioramento delle condizioni climatiche per poter dare inizio all’incontro. Diverse zone del campo sono sembrate comunque in buone condizioni, soltanto le aree di rigore mostravano qualche problema con il rimbalzo del pallone. Alle 16 le squadre hanno fatto il loro ingresso in campo, dopo un lungo riscaldamento. Si è onorata la memoria dell’ispettore capo Filippo Raciti con un minuto di silenzio. Un silenzio assordante quello del San Filippo, certamente aiutato anche dall’assenza di pubblico.
Il match
In un campo reso pesante dall’abbondante pioggia, il Catania ha avuto qualche difficoltà nello sviluppare la propria manovra. Anche se col passare dei minuti, i giocatori rossazzurri hanno preso in mano le redini del gioco riuscendo a mantenere un lungo possesso palla. Alla fine dell’incontro la squadra di Pasquale Marino conterà un maggiore possesso palla di ben 10 minuti rispetto ai giallorossi di Cavasin. La squadra etnea presentava due assenze in difesa, Silvestri e Sottil, mentre l’undici giallorosso risentiva fortemente dell’assenza dell’intero attacco titolare. Buona la prova dei sostituti etnei. Mauro Minelli è riuscito a contenere gli attacchi di Bakayoko e compagni, mentre Giorgio Lucenti è risultato autore di un’ottima prova sulla fascia destra del campo, dove insieme a Baiocco e Colucci ha creato diverse opportunità nella prima parte di gara. Da un traversone dalla destra infatti, nasce la più ghiotta occasione del Catania nel primo tempo, sprecata da Mascara che tira clamorosamente fuori da distanza ravvicinata. Passano pochi minuti ed il Messina approfitta di una distrazione in area. Sugli sviluppi di un corner, Zanchi anticipa il suo diretto marcatore e porta in vantaggio la formazione peloritana. Gol sbagliato, gol subito.
Il giusto pareggio
Nella ripresa il Catania torna in campo carico e determinato ad ottenere il pareggio. Assistiamo a 15/20 minuti di assoluto predominio rossazzurro. I giocatori di Pasquale Marino si spingono in avanti in cerca del pareggio, provando diverse volte a violare la porta difesa da Caglioni. Ci riesce il folletto di Caltagirone, Peppe Mascara. Baiocco si procura un calcio di punizione dal limite che Mascara esegue alla perfezione, piazzando la palla sotto il sette in cui non può arrivare l’incolpevole portiere giallorosso. È il gol del definitivo pareggio, visto che negli ultimi minuti di gara le squadre sembrano accontentarsi di un punto ciascuno.
Un punto che smuove la classifica e che avvicina sempre più la squadra di Pasquale Marino alla permanenza certa nel massimo campionato. Un punto che da morale all’ambiente, ai giocatori che avevano vissuto una travagliata settimana e alla dirigenza che ha dovuto pagare ancora una volta le folli gesta di qualche teppista. Domenica prossima il Catania è atteso dal big match contro la Fiorentina di Toni e Mutu, che sicuramente si giocherà lontano dal Massimino. Ancora una volta, la gente innamorata dei colori rossazzurri, dovrà soffrire davanti alla televisione.




