Alè catania - Il Calcio Catania on line  


Riceviamo e pubblichiamo di seguito la lettera che ci è stata inviata dallo staff di Diario Rossazzurro:

La Catania civile è stata grande nel riprendersi la propria dignità dimostrandosi cosa ben diversa da come la città è apparsa il 2 febbraio 2007 e nei mesi seguenti per colpa di una minoranza di facinorosi. Ma adesso è l’ora di “ricordare il futuro“, di rendere omaggio senza se e senza ma a Filippo Raciti, uno di noi (tifosi catanesi onesti) e soffocare i primi segnali di intemperanza nelle curve del nostro stadio perché mai più si rivivano certi momenti.

Personalmente non mi piacciono gli omaggi alla memoria, prima di tutto perché sono di solito conseguenze di eventi tragici. Mi piacciono ancor meno quando sono fatti frettolosamente sull’onda emotiva di un dramma ancora troppo fresco, ma soprattutto non amo quelli troppo formali che arrivano dopo un iter lunghissimo (che pure ha una sua ragione d’esistere) e culminano con cerimonie condite da presenze dal sapore sempre un po’ ipocrità di autorità esistenti solo sulla carta. Preferisco quegli omaggi che arrivano dal basso, un po’ come quello che ha portato ad attribuire un nome allo stadio di Cibali, che era diventato nei cuori dei catanesi “Angelo Massimino” molto prima di quella mattina di giugno del 2002 in cui fu scoperta la lapide che ricorda il presidentissimo del Catania.

Adesso è ora di intitolare la Curva Nord a Filippo Raciti. Ci sono tanti motivi per farlo, prima di tutto perché di fatto è li che è morto quell’uomo. Ed è morto in modo assurdo, vittima di qualche centinaio di vigliacchi, tanto valorosi da scagliarsi in spaventosa superiorità numerica su un contingente di poliziotti colpevoli solo di essere il simbolo di regole che hanno permesso all’umanità di emanciparsi dallo stato animalesco, passo troppo impegnativo per anelli della catena evolutiva primitivi, quali sono i protagonisti della barbarie datata 2 febbraio 2007. Grazie a questi criminali il settore Nord dello stadio sarà per sempre associato a quella tragedia e il miglior modo per punire i colpevoli è sottrarre loro quel nome, consegnandolo al simbolo dell’oggetto del loro odio bestiale e farlo in modo indelebile, senza bisogno di lapidi o targhe, ma usando solo la memoria. Inutile aspettare la cerimonia di fantomatiche amministrazioni che da diversi lustri a Catania non esistono e che anzi sembrano avere bisogno di quella sacca di degrado e ignoranza rappresentata dai vigliacchi da stadio e dai poveracci dei tanti ghetti cittadini, tutti facilmente orientabili per fini elettorali al momento giusto. Pertanto da oggi in poi Diario Rossazzurro si riferirà alla ormai curva Nord come la “Curva Filippo Raciti”, perché questo vuole la sensibilità dei tifosi (e cittadini) catanesi onesti.

Si tratta di un bel modo di festeggiare la condanna di altri vigliacchi, coloro che hanno organizzato un’imboscata nella stessa curva in occasione di Catania-Messina della scorsa stagione, sempre ai danni di un poliziotto. Pene troppo lievi (poco più di quattro anni, mi pare) per soggetti irrecuperabili, ma che almeno rappresentano una simbolica vittoria della civiltà. Nel frattempo mi è capitato di ritrovare un vecchio articolo di giornale risalente al 1996 in cui si racconta che la Giunta Comunale catanese aveva proposto di intitolare la curva Nord a Giuseppe Vavassori, indimenticato portiere rossazzurro negli anni ‘60, e la Sud a Luciano Limena, sfortunato terzino del Catania ‘69-70 morto in un incidente stradale proprio alla fine del 1970, contestualmente alla partenza dell’iter per l’intitolazione dello stadio a Massimino. Si è ancora in tempo per concretizzare questa iniziativa, persasi misteriosamente per strada, quindi la lascio come “esercizio di memoria” agli amministratori che verranno e che avranno problemi ben più gravi da affrontare, ma sicuramente non faticheranno a spendere il quarto d’ora necessario a rispolverare quella proposta con le dovute varianti. Azzardiamo l’idea di una tribuna scoperta da chiamare “Vavassori”, una curva di nome “Limena” e, perché no, una tribuna coperta chiamata “Carmelo Di Bella“, l’allenatore che ha scritto le imprese (finora) più belle del Calcio Catania, fra il 1960 e il 1966.

Nell’attesa, dopo aver ammirato gli striscioni dedicati dalle curve a Gabriele Sandri e a Matteo Bagnaresi, tifosi anche loro morti in circostanze tragiche e assurde, spero di vederne presto anche uno che ricordi Filippo Raciti. Dopo più di un anno l’onda emotiva è passata, il gesto avrà tutta la forza della sincerità e nessuna ombra di ipocrisia.
La “Curva Raciti” e la memoria inesistente.

Technorati ,


3 messaggi per “La Curva Raciti e la memoria inesistente”

  1. 1 Gabriele....

    Io non ho capito una cosa!!!vogliono rinominare la nord …curva raciti????spero di no!!!la targa che hanno fatto credo che sia piu che sufficente…

  2. 2 PEGASO

    CURVA NORD-CURVA NORD-CURVA NORD-!!!!!!!

    A RACITI DEDICATEGLI QUELLO KE VOLETE MA NN LA CURVA!!!!!!!!!

    CURVA NORD!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. 3 Enrico

    No, solo una intitolazione virtuale, per rispondere agli ultimi segnali preoccupanti venuti dala curva: cori anti-polizia e fumoggeni. Non si può rischiare di tornare sulal cattiva strada per pochi irresponsabili.
    Ciao!

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