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Catania-Inter

Alla vigilia della gara, in pochi avrebbero scommesso una lira su un passo falso dell’Inter contro la compagine di Pasquale Marino. Il Catania ha resistito per quasi 45 minuti agli attacchi nerazzurri per poi arrendersi ai gol di Ibrahimovic e compagni. Ennesima gara giocata a porte chiuse, lontano da Catania. Elemento fondamentale che penalizza tantissimo il rendimento dei giocatori rossazzurri.

I primi 45 minuti
Il Catania si arrende soltanto allo scadere del primo tempo al gol di Samuel sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Eppure nella prima parte di gara non abbiamo assolutamente visto un Catania arrendevole. La squadra di Pasquale Marino ha cercato di contenere, bene, gli attacchi nerazzurri e ha provato a rendersi pericolosa in qualche circostanza. Buona la prova dell’intero reparto mediano, con Edusei e Caserta padroni del centrocampo. La quasi totalità delle azioni d’attacco rossazzurre venivano impostate sulla fascia destra, con la spinta di Lucenti e Colucci, spesso supportati da Davide Baiocco.

Nella ripresa cambia la musica
Nel secondo tempo cambia decisamente il volto dell’incontro. Il Catania è costretto a subire gli attacchi a catena degli attaccanti nerazzurri che battono Pantanelli per ben 4 volte. Anche le prove dei singoli giocatori subiscono un’inflessione nella ripresa. I difensori, spesso saltati come birilli, poco riescono a fare contro uno degli attacchi più forti del campionato. La nostra difesa, vuoi anche le tre partite in cui abbiamo subito 17 gol, è la più battuta dell’intera serie A. Riusciamo a trovare per due volte la via del gol con Spinesi prima e Corona dopo, subentrato ad uno spento Mascara, autore quest’ultimo di una delle più brutte gare da quando è a Catania.

Restare concentrati
Ora più che mai, i nostri giocatori sono costretti a rimanere carichi e concentrati per raggiungere in fretta la quota della matematica salvezza, obiettivo primario della società rossazzurra. Il cammino non è certamente facile, visto che la squadra affronterà tutte le gare lontano dal proprio pubblico e dal proprio stadio. Un vantaggio enorme per i nostri avversari. Ieri non era certamente facile affrontare l’Inter, una squadra che viaggia a vele spiegate verso lo scudetto, che si può permettere di tenere in panchina gente come Adriano, Crespo e Materazzi. Mercoledì ci aspetta un’altra difficile gara a Roma, sul campo della Lazio quarta in classifica. Mancherà certamente Spinesi ieri espulso per aver rivolto un insulto all’arbitro nel finale, proprio quando la partita volgeva al termine.




Fantacalcio di Alè Catania