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giustizia Per il recente episodio di Cagliari-Catania (una bomba carta lanciata dagli spalti stordisce il giocatore D’Agostino) il giudice sportivo ha disposto la chiusura, per un turno, della curva nord del Sant’Elia. Ancora una volta, in nome di quel “mostro giuridico” che è la responsabilità oggettiva, non potendosi identificare il diretto responsabile dell’accaduto, si è scelto di punire la massa. Ma non è su questo che voglio concentrare la mia breve e modesta riflessione. A tal riguardo, vi sarebbe tanto da dire e, considerata la “sensibilità” fin qui dimostrata da chi governa il calcio, si tratterebbe di “fiato sprecato”. Il punto è un altro. Rassegnati all’idea di dover subire la responsabilità giuridica oggettiva, io credo che i tifosi abbiano, quantomeno, il sacrosanto diritto di non assistere a decisioni sproporzionate e prive della benché minima razionalità. Vado subito al dunque. La sanzione comminata al Cagliari vi pare proporzionata a quella destinata, appena una settimana addietro, all’Inter? Al Meazza accadde che degli stolti mostrarono alcuni striscioni razzisti contro i napoletani e, in generale, i meridionali. Al Sant’Elia si è andati ben oltre, giacché si è messa a repentaglio la vita di un essere umano (il calciatore D’Agostino). Vi sembra, allora, plausibile che i due fatti siano stati giudicati, sostanzialmente, con lo stesso parametro di gravità? Rispondere affermativamente a tale domanda è davvero cosa ardua. È come se, nel nostro sistema penale, un giudice decidesse di equiparare e, conseguentemente, di punire allo stesso modo, un reato di minaccia ed un reato di lesioni dolose o di tentato omicidio. A scanso di equivoci, e per quanto possa apparire pleonastico ai lettori più attenti, preciso che nella mia riflessione non c’è alcun intento protettivo nei confronti del club di Moratti (me ne guarderei bene!): non è la sanzione comminata all’Inter che mi pare eccessiva, bensì, è quella comminata al Cagliari che mi sembra troppo blanda! In definitiva, mi chiedo e vi chiedo, è ancora umanamente comprensibile che tra il mondo del diritto – quello vero! - e il mondo della giustizia (rectius: ingiustizia) sportiva via sia una frattura così evidente e anacronistica?



1 messaggio per “E la chiamano giustizia!”

  1. 1 Pluky82

    caro opinionista mi trovo assolutamente d’accordo con te.è scandaloso ke 2 fatti di importanza così diversa vengano equiparati.Ma ormai in italia il giudizio di questi avvenimenti viene evidentemente affidato a degli incompetenti.

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