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Il tabellino dell’incontro:

CATANIA (4-4-2): Polito; Sardo, Terlizzi, Stovini, Sabato; Baiocco (65′ Morimoto), Biagianti, Tedesco (54′ Martinez), Vargas; Colucci, Mascara. All.: Zenga.

REGGINA (3-4-2-1): Campagnolo; Lanzaro, Cirillo, Aronica; Costa, Barreto, Tognozzi, Modesto; Cozza (70′ Vigiani), Brienza (58′ Cascione); Amoruso (91′ Stuani). All.: Orlandi.

RETI: 40′ e 90′ Amoruso, 92′ Martinez.

AMMONITI: Cozza, Lanzaro, Stovini, Aronica.



3 messaggi per “Catania-Reggina 1-2”

  1. 1 Gino

    Sono tifoso della Reggina. E’ evidente che sono felicissimo per il risultato, ma in ogni caso in questo spazio vorrei fare i complimento al Catania e sinceramente gli auguro che rimanga in serie A insieme alla Reggina. Purtroppo queste sono, sportivamente parlando, partite drammatiche, dove chi perde ha sempre qualcosa da recriminare.
    Ciao, Gino

  2. 2 peppe_scicli

    V E R G O G N A….
    X Salvare il Catania Caro Lo Monaco e caro Pres. Pulvirenti non si doveva cambiare allenatore a 7 giornate dalla fine ma comprare qualche giocatore a gennaio….
    Abbiamo una linea difensiva da 3 categoria…mi dispiace dirlo ma un gol come quello che abbiamo subito oggi fino ad ora lo avevo visto solo in 3 categoria.
    Andiamo tutti insieme il prossiamo anno a fare tante trasferte: AVELLINO, GROSSETO, TRIESTINA, Ecc….
    Complimenti di cuore a tutti, x la prima volta mi sto vergognando e non trovo nemmeno il coraggio di difendere la mia squadra…
    MISTER ZENGA LE VOGLIO FARE 1 DOMANDA E SE LEGGERA’ GRADIREI ANCHE UNA RISP: Ma come si può giocare con quel modulo e in quella maniera senza un attaccante di peso come spinesi? I palloni di testa chi secondo lei doveva prenderli? Mascara che e’ un metro e 1 banana…?? mi faccia sapere

  3. 3 Enrico

    Caro Gino, se tutti fossero come te il calcio sarebbe bellissimo. Speriamo di poter giocare ancora spesso in A.
    Peppe, capisco la rabbia, ma con le squadre che hai nominato abbiamo giocato per la maggior parte della nostra storia, la storia di Avellino e Triestina è comparabile con la nostra, idem per Bologna, Lecce o Brescia, se resteranno e per quelle che scenderanno dalla A. Non bisogna fare drammi, una salvezza per noi è come uno scudetto, purtroppo abbiamo ancora da costruire le fondamenta del nostro progetto. Fino a poco tempo fa sembravamo destinati al fallimento, adesso possiamo sperare di avere un futuro. Tutte le cosiddette “provinciali” sono passate attraverso tonfi più o meno gravi, vedi la stessa Reggina o l’Atalanta. Se riusciremo a rialzarci in fretta vorrà dire che abbiamo fatto il salto di qualità. Poi potremo discutere all’infinito su quello che è stato sbagliato, ma mancherà sempre la controprova delle nostre affermazioni. La sola certezza è che se siamo arrivati in A, dopo 25 anni, lo dobbiamo a Pulvirenti e Lo Monaco. Critichiamoli costruttivamente, ma teniamo bene a mente che la cosa fondamentale è tenere in salute la società. Domenica sapremo se abbiamo ancora speranze o è finita, almeno fino ad allora dobbiamo solo andare a Massa Annunziata a sostenere i ragazzi.
    Ciao!

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